La vergogna dei centri sociali e di ANPI che vogliono soffocare la giornata del ricordo delle foibe del 10 febbraio

Rivoltante la mobilitazione per impedire l’attuazione di una legge dello Stato, la n. 92 del 2004, che ha istituito per il 10 febbraio di ogni anno la giornata del ricordo dei martiri delle #foibe decine di migliaia di #ITALIANI gettati ancora vivi e avvolti nel filo spinato nelle cavità carsiche dai #partigiani #comunisti #italiani e #slavi, per ricordare i profughi cacciati con l’uso delle armi dai loro luoghi natali e rifiutati per anni dal marciume #comunista capeggiato da #togliatticonsiderati quasi rifiuti umani che, come scrivevano all’epoca i quotidiani di partito, avrebbero rubato loro il pane e il lavoro ma i cui discendenti ed eredi ideologici oggi inneggiano all’#accoglienza incontrollata, alla distruzione delle #frontiere per la cui difesa sono morti i nostri predecessori che avevano fatto grande la #Patria italica.

Indecente la scelta di odio sociale di #ANPI e #compagni, che offende oggi più che mai in particolare gli #infoibati e i loro discendenti, i profughi ed il #popolo #Italiano tutto, di scendere provocatoriamente in piazza proprio il prossimo sabato 10 febbraio 2018 con la scusa dell’#antifascismo quando oggi i veri #fascistirossi #antidemocratici e nemico dell’ #Italia sono solo loro: i portatori di una anacronistica ideologia post #comunista che ha fallito nel mondo intero.

#nazifascistirossi dei #centrisociali protetti da #governo #PD #magistratura e sinistrume vario si arrogano il diritto di stabilire loro cosa sia la #democrazia e di conseguenza chi abbia o meno diritto di parola. In tutto il mondo questa si chiama #dittatura.

Ancor più grave e vergognoso impedire la diffusione del libero pensiero da parte di candidati alle #elezioni2018 a loro avversi con metodi, questi si, di puro squadrismo, di violenza, di soprusi che devono essere fermamente e con immediatezza neutralizzati dalle forze dell’ordine e da tutte le istituzioni dello Stato preposte che altrimenti si renderebbero complici avvalorando nel contempo l’avvenuto colpo di stato della #sinistra che ha ormai impunemente occupato da anni tutte le stanze del potere, mantenuto una falsa maggioranza in un #Parlamento costituzionalmente delegittimato ab origine, fatto approvare con o senza la fiducia leggi contrarie agli interessi della #Nazione e del #popolo italiani, che approfittando del caos anche mediatico indotto ad arte sui fatti di #Macerata sta rinnovando contratti e concedendo aumenti di stipendio a pioggia nel settore pubblico per acquisire voti (questo non è voto di scambio?) che sta costantemente perdendo grazie ad un politica dissennata dal suo elettorato tradizionale.

 

Vittime delle Foibe: Il Giorno del Ricordo, 10 febbraio 2018 è legge dello Stato sin dal 2004

La giornata del ricordo, come rammenta anche la Voce del Trentino nel suo articolo dello scorso 5 febbraio,  è stata istituita con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004. Impedirne la commemorazione in luoghi pubblici come stanno facendo il sindaco #Sala a Milano ed altrove altri fanatici post-comunisti negazionisti costituisce una palese violazione di una una legge dello Stato, assolutamente non giustificata dal rischio di disordini pubblici che sono ovunque facilmente evitabili mettendo opportunamente al guinzaglio i cani sciolti dei #centrisociali ed i nostalgici dell’#ANPI che altro non sono che i discendenti diretti di quei partigiani rossi, di quel canagliume che uccise vigliaccamente e brutalmente decine di migliaia di innocenti #Italiani.

Anche oggi costoro pensano di poter aiutare la #sinistra a mantenere un potere che ha sottratto per troppo tempo alla volontà popolare attribuendo l’#etichetta di #fascisti ai loro avversari per metterli fuori gioco, minacciandoli come un tempo in alcuni casi anche di morte, nello stile dei manzoniani untori. Non vogliono accettare i tapini che il loro utopico sogno di totalitarismo comunista ha fallito in tutto il mondo e sopravvive in un numero sempre più ristretto di paesi. L’#Italia ha bisogno nuovamente di risorgere e per far questo non ha certo bisogno di loro ma piuttosto che accettino finalmente che il loro tempo è giunto al termine, che la nazione ha diritto a quella pace sociale che è la premessa indispensabile per affrontare le difficili sfide del presente ed ancor più quelle del futuro.

Lo Stato dimostri di non essere connivente ed a sua volta irrispettoso delle proprie leggi, dimostri di non essere una dittatura comunistoide e anti-italiana come fecero a suo tempo i padri e i nonni di chi oggi vuole impedire il ricordo dell’eccidio delle foibe col rifiuto e la persecuzione di centinaia di migliaia di profughi istriani.