Esegesi dell’autocertificazione per il COVID-19

Il famigerato modello di autocertificazione nell’edizione del 26.03.2020 del ministero dell’interno

Come preannunciato in un precedente articolo mi cimentero’, a beneficio di chi vuol sottoscrivere l’autodichiarazione del ministero dell’interno (ultima versione del 26 marzo 2020) con la consapevolezza di conoscere quanto gli viene richiesto di attestare, nell’esegesi di questo astruso documento cercando di riportare il testo di tutti gli articoli di leggi e decreti che l’estensore vorrebbe dare per acquisito alla conoscenza dello sciagurato sottoscrittore, uscito di casa dopo giorni e giorni di isolamento imposto (non si parli per favore di autoisolamento visto che vi sono fior di decreti ed ordinanze varie ad imporlo!) a volte solo per fare la spesa o comprare delle medicine per sà e la propria famiglia.

A parte il fatto che dopo tutti questi continui, ed in parte inutili, affinamenti qualcuno avrebbe dovuto almeno pensare ad identificare con un numero ed una data la versione, specificandone la validità, viene da domandarsi per quale motivo siano previste una serie innumerevole di asserzioni, senza che almeno nel retro del formulario o in un foglio annesso non venga chiaramente spiegato ogni singolo riferimento normativo.  Ma già, dimenticavo, la legge non ammette ignoranza…

AUTODICHIARAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 D.P.R. N. 445/2000 dicembre

L’articolo 46 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 numero 445, Dichiarazioni sostitutive di certificazioni, testualmente prevede:

“1. Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all’istanza, sottoscritte dall’interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni i seguenti stati, qualità personali e fatti:

a) data e il luogo di nascita;
b) residenza;
c) cittadinanza;
d) godimento dei diritti civili e politici;
e) stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
f) stato di famiglia;
g) esistenza in vita;
h) nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;
i) iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
l) appartenenza a ordini professionali;
m) titolo di studio, esami sostenuti;
n) qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
o) situazione reddituale o economica anche
ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;
q) possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;
r) stato di disoccupazione;
s) qualità di pensionato e categoria di pensione;
t) qualità di studente;
u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
bbb) di non essere l’ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al 
decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
cc) qualità di vivenza a carico;
dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile;
ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.”

Il successivo articolo 47 del medesimo decreto, Disposizioni generali in materia di dichiarazioni sostitutive, precisa inoltre:

“1. L’atto di notorietà concernente stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità di cui all’articolo 38.

2. La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.

3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità personali e i fatti non espressamente indicati nell’articolo 46 sono comprovati dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

4. Salvo il caso in cui la legge preveda espressamente che la denuncia all’Autorità di Polizia Giudiziaria è presupposto necessario per attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato di documenti di riconoscimento o comunque attestanti stati e qualità personali dell’interessato, lo smarrimento dei documenti medesimi è comprovato da chi ne richiede il duplicato mediante dichiarazione sostitutiva. “

E sin qui abbiamo riportato semplicemente gli articoli concerneti il titolo della nostra bella autocertificazione, mentre il bello deve ancora venire… Nella prima parte i viene richiesto di indicare i dati anagrafici che ci concernono unitamente agli estremi del documento che consente di esseere identificati e ad una nostra utenza telefonica. E fin qui direi nessuno dovrebbe avere problemi particolari se non nella distinzione tra residenza anagrafica e domicilio: e si’, perché qui già cominciano le prime piccole difficoltà e, visto che sono previste sanzioni non da poco per le dichiarazioni mendaci, ecco che occorre procedere in modo assolutamente scrupoloso alla compilazione del modulo al fine di evitare ogni possibile contestazione.

Tralasciando la disquisizione su cosa si debba intendere per residenza, direi che poiché il nostro modulo ci specifica trattarsi di “residenza anagrafica” andremo a riportare semplicemente l’indirizzo risultante appunto dall’anagafe del luogo in cui siamo registrati, che potrebbe essere in Italia ma anche all’estero. Soffermandoci invece sul concetto di “domicilio”, che potrebbe o meno coincidere con la residenza anagrafica, dobbiamo rifarci agli articoli 14 della Costituzione, 45 e 46 del Codice civile che fanno riferimento al luogo in cui una ppersona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Già ma io potrei avere la mia residenza anagrafica in un dato luogo, il mio domicilio (inteso secondo i dettami della legge) in un altro e trovarmi temporaneamente a vivere in un terzo luogo ancora, nel quale magari mi sono recato temporaneamente restando bloccato proprio in connessione ai vincoli sugli spostamenti posti dai decreti emanati per contrastare la diffusione del coronavirus!


L’articolo 495 del codice penale (art.495 c.p.)

Recita l’articolo 495 del codice penale – Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, che nessuno di noi vorrebbe infrangere neppure involontariamente per non incorrere nelle gravi sanzioni ivi previste: 

“Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni.

La reclusione non è inferiore a due anni:

  1. 1) se si tratta di dichiarazioni in atti dello stato civile;
  2. 2) se la falsa dichiarazione sulla propria identità, sul proprio stato o sulle proprie qualità personali è resa all’autorità giudiziaria da un imputato o da una persona sottoposta ad indagini, ovvero se, per effetto della falsa dichiarazione, nel casellario giudiziale una decisione penale viene iscritta sotto falso nome.

E siamo solo all’inizio ……. (continua)

Coronavirus, il primo Decreto del Presidente della Repubblica del 23 febbraio

Il PdR Sergio Mattarella

Di certo si tratta di un’emergenza epocale, che non sta risparmiando quasi nessun paese al mondo. La rapida diffusione del contagio e la necessità di curare ingenti numeri di pazienti, hanno trovato le strutture sanitarie di tutti i paesi assolutamente impreparati ad un intervento rapido ed adeguato. E questo è accaduto malgrado i primi allarmi, giunti anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, parlassero di un primo caso rilevato già ai primi giorni dell’anno 2020 in Tailandia: una persona contagiata che era rientrata dalla città di Wuhan in Cina.

Il primo provvedimento normativo è stato il decreto legge del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella n. 6 che reca la data del 23 febbraio 2020; entrato in vigore il giorno stesso è stato convertito in legge con modificazioni in data 5 marzo 2020 (L. n. 13 in G.U. 09/03/2020, n. 61) come Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Nel testo della legge vengono precisate tutte le misure che “possono essere adottate” e che poi troveremo, in taluni casi ulteriormente dettagliate (es. codici Ateco) negli oltremodo pasticciati e confusi decreti del Presidente del Consiglio (i vari DPCM che ormai anche il grande pubblico ha iniziato a conoscere per via delle varie edizioni delle autocertificazioni) e di alcuni ministri del suo governo.

20 milioni di euro

Con scarsissima capacità previsionale il 23 febbraio col decreto convertito in legge il 5 di marzo sono stati stanziati unicamente venti milioni di euro per fronteggiare l’emergenza: forse non basteranno nè i primi 25 miliardi già aggiunti per il mese di marzo nè tantomeno gli altri miliardi che, si vocifera, verrebbero stanziati il prossimo mese di aprile. Per non parlare dell'”elemosina” di altri 400 milioni che il governo Conte ha annunciato di voler elargire tramite i sindaci, che altro non sono se non un’anticipazione temporale di spese già in precedenza appostate. Gli eventi successivi hanno dimostrato non solo l’insufficienza di quanto stanziato ma anche l’inadeguatezza di tutto il governo, a partire dall’inesistente ministro della salute Speranza, e a seguire l’incosistente ministro dell’interno Lamorgese, per non parlare della supponeza del presidente del consiglio Conte cui peraltro, proprio il Parlamento, votando la legge sopra citata ha conferito tutti i poteri necessari per decidere del destino di tutto il popolo italiano e della già disastrata economia nazionale.

L’articolo 3 del decreto e la delega di poteri

L’art. 3 del DL 23 febbraio 2020, n. 6, Attuazione delle misure di contenimento testualmente recita:

1. Le misure di cui agli articoli 1 e 2 sono adottate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, sentito il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri Ministri competenti per materia, nonche’ i Presidenti delle regioni competenti, nel caso in cui riguardino esclusivamente una sola regione o alcune specifiche regioni, ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui riguardino il territorio nazionale.
2. Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1, nei casi di estrema necessita’ ed urgenza le misure di cui agli articoli 1 e 2 possono essere adottate ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dell’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dell’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

(omissis)

La collezione delle autocertificazioni

Un immagine ormai diffusissima su quasi tutti i profili social e non solo

Ma adesso quando esco di casa, quale versione di autocertificazione devo utilizzare? La numero 1, la numero 2, la numero 3, la numero 4 ….. o magari, proprio mentre mi trovo già per strada, faranno la numero 5, o la 6, la 7 ………… ? Col susseguirsi dei decreti del presidente del consiglio si sono moltiplicate le versioni delle certificazioni, già di per sè criptiche, infarcite di un legalese che mal si addice alla chiarezza che di principio dovrebbe sempre avere un’amministrazione pubblica nei confronti dei propri cittadini.

Ma vediamolo il contenuto attuale, dell’ultima versione disponibile, quella che il ministero dell’interno a messo online in versione PDF editabile:

A parte il fatto che dopo tutti questi continui, ed in parte inutili, affinamenti qualcuno avrebbe dovuto almeno pensare ad identificare con un numero ed una data la versione, specificandone la validità, viene da domandarsi per quale motivo siano previste una serie innumerevole di asserzioni, senza che almeno nel retro del formulario o in un foglio annesso non venga chiaramente spiegato ogni singolo riferimento normativo. Lo Stato come sempre è pronto a vessare cittadini ed imprese obbligandoli al rispetto di normative che prevedono siano esplicitate in modo chiaro tutte le clasusole ad esempio di un contratto bancario o assicurativo, di un incarico professionale o in caso di acquisto di un bene o un servizio, salvo poi nascondersi impunemente dietro richiami di articoli, commi, lettere e chissà cos’altro pur di confondere il povero malcapitato che ha bisogno nellla maggior parte dei casi …. semplicemente di andare a fare la spesa (se ha i soldi per poterlo fare quantomeno) per mangiare e dar da mangiare alla propria famiglia!

In un prossimo articolo cerchero’ di esplicitare, a beneficio di chi vuol sapere cosa firma, quali siano i continuti di tutti i riferimenti contenuti nella ormai famigerata autocertificazione.