Travaglio e lo scherzo delle Iene (e del figlio Alessandro): “Papà vado al Grande Fratello Vip”. Ecco la reazione del direttore – Il Fatto Quotidiano


 

 

 

Per chi se lo fosse perso un video assolutamente da vedere, uno scherzo veramente ben riuscito…per delle sane risate!

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Nuovo strafalcione di Di Maio: “Io quando incontro i miei alter ego degli altri Paesi” VIDEO

Se da un lato occorre ribadire il concetto che un buon politico non necessariamente deve essere un buon letterato (meglio un politico sgrammaticato che un letterato cattivo politico), sicuramente le continue gaffe che con straordinaria frequenza fanno in prevalenza, ma non esclusivamente, gli esponenti grillini fanno riflettere non poco sull’opportunità che tali soggetti un giorno possano rappresentare l’Italia.

D’altro canto nell’era degli SMS, dei Tweet e di una sottocultura dell’effimero che induce a leggere sempre meno testi che autino la crescita culturale, ed in particolare quella linguistica, diventa inevitabile la povertà di linguaggio di molti oggigiorno. E non sono solo i giovanissimi, linguisticamente denutriti, che si esprimono con frasi mozzate, con abbreviazioni e sigle a volte incomprensibili: le regole lessicali e di sintassi sono sempre piu’ spesso dimenticate anche dai cronisti …… figuriamoci dai politici che approdano in parlamento, in altre istituzioni pubbliche e persino al governo assolutamente privi di quella struttura culturale oltre che professionale confacente al proprio ruolo (si vedano i casi Fedeli, Orlando, Lorenzin solo per citare alcuni tra i piu’ noti).

Nuova gaffe del vice presidente della Camera Luigi di Maio, che nella serata di ieri, ospitato nella trasmissione di Fabio Fazio, Che tempo che fa, commette un nuovo imperdonabile errore…

 Forse passata inosservata durante l’ospitata in tv da Fabio Fazio, ma l’occhio vigile dei social per fortuna ( o purtroppo) non perdona niente, specie al candidato Di Maio, già da tempo nel mirino di burle e caricature da parte degli utenti del web per le sue frequenti gaffe grammaticali. (…)

 

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Di Maio vola in America per costruire la vittoria elettorale…anche lui come Renzi?

Anche il candidato premier del M5S deve correre negli States per farsi supportare, non si sa da chi e come, nella sua prossima corsa verso palazzo Chigi. Posto che il “piano Marshall” avviato nel dopoguerra dagli USA a favore dell’Italia ha ormai da lungissimo tempo terminato di dispiegare i suoi effetti non si riesce a comprendere appieno questa sudditanza politica nordamericana: Renzi nelle scorse settimane è corso ad incontrare l’ex presidente Obama e sarà estremamente interessante vedere chi saranno invece gli interlocutori di Luigi Di Maio che forse consentirà di scoprire le carte sulla vera identità politica di questo movimento che finora ha solo sbandierato una generica e complottistica contrarietà ad un establishement di cui ormai, almeno a livello locale, ha iniziato a far parte con risultati assolutamente deludenti.

(da un articolo online di lineaPress.it)

 Un’agenda fittissima di incontri quella di Luigi Di Maio che oramai studia da Premier. Il viaggio negli USA servirà proprio per sviluppare quei rapporti internazionali in vista della corsa per Palazzo Chigi.

Tra i vari appuntamenti, spicca quello con gli esponenti della Commissione Affari Esteri della Camera, tra cui Rand Paul, repubblicano e membro della commissione «Piccole e medie imprese ed imprenditoria». Paul ha corso (anche se per poco tempo) come candidato per le Presidenziali 2016.(…)

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Il PD è una semplice replica del pentapartito

Ma i vecchi partiti non si diceva fossero morti e sepolti sotto le macerie della cosiddetta “prima repubblica”?

A quanto pare non è affatto cosi’ ma ci si dimentica troppo spesso di quale sia stata la genesi dell’attuale Partito Democratico:

Qualche simpatizzante del centrosinistra ironizza sulla coalizione di centro-destra, domandandosi cosa abbiano in comune i partiti che la compongono dimenticando la genesi del PD. Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega non hanno in comune niente di piu’ e niente di meno di cio’ che hanno in comune tutti coloro che si sono nel tempo aggregati (ed in parte recentemente disaggregati) nella casa comune del PD.

 

 

Quando il Congo festeggiò la sua libertà trucidando i nostri 13 aviatori

Ieri 11 novembre ricorreva l’anniversario dell’eccidio di Kindu, in Congo, quando 13 nostri aviatori furono selvaggiamente massacrati e fatti a pezzi dalle bande comuniste di Patrice Lumumba, i terribili simba, guerriglieri spesso che combattevano ubriachi e drogati. Il Congo, l’ex Congo belga, aveva ottenuto da poco più di un anno l’indipendenza, e praticamente il primo atto fu questa strage. Non vogliamo qui[…]

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Salve!

Dopo un lungo periodo durante il quale mi sono limitato a pubblicare post direttamente su Facebook e Twitter con commenti necessariamente limitati eccomi di nuovo all’opera con il mio blog che d’ora in avanti avrà un costante aggiornamento.

Un cordiale benvenuto a tutti coloro interessati alla lettura e che vorranno anche sottoscrivere l’invio delle email con le quali saranno avvisati di ogni nuova pubblicazione.

Qui trovate quanto pubblicato nel periodo 2016-2017 fino al 30 aprile.

I libri del ministro Martina

Il ministro Martina vive su un altro pianeta, cerca di difendere l’indifendibile parlando di un PD in caduta libera che non rappresenta i veri bisogni del paese.

Vanta riforme fatte che non sono quelle che risolvono i problemi endemici dell’Italia, di natura prevalentemente economico-sociale, mentre giacciono ancora nei cassetti proposte di legge importanti.

Il suo partito perde i pezzi, il suo segretario è quotidianamente contestato dagli italiani ma lui continua a sostenere che va ricercata l’unità che è sempre più una chimera…..ci dovevano pensare prima: hanno perso il treno e continuano a sperare che ne passi un altro, ma il dramma è che non sanno più nemmeno loro dove vogliono andare.

Esterna una preclusione netta verso la destra senza però citare il M5S: che l’inciucio sia proprio da quella parte?

E per finire preannuncia l’uscita di un suo libro. Questa prolificità nello sfornare libri fa sorgere una serie di dubbi:
– chi siano effettivamente gli estensori
– quando trovino il tempo di scrivere magari sottraendolo ai doveri istituzionali della carica che ricoprono
– chi li finanzi e se vengano usati soldi pubblici
– a cosa servano se non ad autocelebrarsi
– chi li compri
– chi se li legga se non gli stessi sostenitori dei politici che li firmano

Stupidi sostenitori del regime nord-coreano

Non hanno nemmeno la cognizione esatta di cosa sia il regime nord-coreano. Sono solo degli anti-trumpisti che vogliono che sia messa a repentaglio la pace nel mondo occidentale che li ha visti nascere e nel quale sono cresciuti…….comunque piuttosto male, magari solo anagraficamente ma non cerebralmente.

M5S in Sicilia hanno perso. Se ne facciano una ragione.

Danilo Toninelli (M5s): “Nello Musumeci mi fa schifo”

(fonte: http://www.blitzquotidiano.it)

Semplicemente vergognoso il modo in cui si esprime questo politicante che oltretutto ha l’ipocrisia di sostenere che il suo partito abbia vinto! Visto che non si è coalizzato con alcuna altra formazione e visto che, indipendentemente dalle percentuali di votanti attribuibili ad ogni singolo componente, chi ha vinto è la coalizione di centro-destra non si capisce perchè i grillini sostengano di aver vinto, quando in realtà hanno perso. Punto.

Hanno perso:

– hanno perso le elezioni perchè il loro candidato presidente non è stato eletto
– hanno perso la testa perché quando non si hanno argomenti seri da portare a supporto delle proprie tesi si passa alle offese personali
– hanno perso la speranza di vincere le politiche se non se non entreranno a far parte di una coalizione
– hanno perso la credibilità perché laddove hanno conquistato un governo locale hanno fatto solo disastri
– hanno perso il senso dell’umorismo perché sono semplicemente degli arrabbiati sociali
– hanno perso lo spirito iniziale di movimento contro la casta dei politici perché ne sono divenuti parte integrante
– hanno perso l’opportunità di incidere positivamente sulle vicende del paese perché non si puo’ vivere di solo complottismo….

…e si potrebbe continuare ma tanto non serve aggiungere altro.

Domandiamoci come viveva prima di essere eletta la maggior parte dei politici del M5S visto che circolano statistiche che accreditano all’86% di loro l’assenza di redditi dichiarati prima dell’elezione.

Domandiamoci quale sia il vero livello di rispetto delle regole democratiche in un partito (smettiamola di chiamarlo movimento) accentratore ed autocratico dove il diritto di ciascun rappresentante eletto di esprimere la propria personalità, i propri pensieri nell’esplicazione del mandato ricevuto dagli elettori è totalmente subordinato ad un rigido sistema di censura interna.

Ma soprattutto domandiamoci quali siano i reali programmi politici di questi soggetti, a parte lo sbandierato reddito di cittadinanza che potrebbe anche ssere letto come una subdola forma di voto di scambio: mi voti e faccio in modo che tu abbia un reddito semplicmente in funzione dell’essere cittadino italiano.