Nel 1973 il terrorismo palestinese fece una strage oggi dimenticata.

Come tutti gli anni anche quest’anno, se si eccettua un breve cenno su RaiStoria, nessuna manifestazione in memoria di quanto accaduto il 17 dicembre del lontano 1973. Addirittura oggi si assiste alla strenua difesa dei palestinesi, dimenticando che da loro ebbe origine quel terrorismo che in un crescendo inarrestabile ha solo cambiato pelle ma è giunto sino ai giorni nostri.

“Non ci sono commemorazioni, non ci sono contestazioni, non ci sono comitati o associazioni dei familiari delle vittime e ovviamente non ci sono fischi per il politico di turno. Eppure il massacro che avvenne il 17 dicembre 1973 all’aeroporto di Fiumicino ha fatto più vittime di piazza Fontana, dell’Italicus, di Brescia. Quel tragico giorno sotto il fuoco e le bombe dei guerriglieri palestinesi di Settembre Nero persero la vita trentadue persone, tra cui sei italiani. Una strage in Italia che il mondo politico ha voluto dimenticare velocemente preferendo “un imbarazzato quanto assordante silenzio” come ha messo in evidenza il giornalista Sandro Provisionato. A colmare questo vuoto e cancellare il triste epiteto “dimenticata” dalla strage c’è il libro di Salvatore Lordi e Annalisa Giuseppetti Fiumicino 17 dicembre 1973. La strage di Settembre Nero. (…)” (di Andrea Curreli)

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Contributi dell’Europa all’Italia: che fine fanno gli oltre 34 miliardi stanziati per il periodo 2014-2020?

Nell’allocazione dei fondi per il periodo 2014-2020 l’Italia con 34,5 miliardi di Euro (di cui 23,5 per le regioni meno sviluppate)  è seconda solo alla Polonia con 77,6 miliardi di Euro (di cui 49,6 per le regioni meno sviluppate).

Per quali finalità vengono fatte queste attribuzioni di contributi? Quali sono i paesi che possono usufruirne? Quella che riportiamo è la mappa che indica le regioni con diverse colorazioni in base al livello di “eleggibilità” per l’attribuzione di detti contributi; oltre alla quasi totalità delle regioni dei vari paesi dell’Est europeo e del Portogallo si nota la presenza di 1 regione per la Spagna e di ben 4 regioni considerate da Eurostat come meno sviluppate (PIL per abitante inferiore alla media di quello dei paesi EU-27): Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Le 11 tematiche obiettivo interessate per il periodo 2014-2020 sono:

• strengthening research, technological development
and innovation;
• enhancing access to, and use and quality of
information and communication technologies (ICT);
• enhancing the competitiveness of small and
medium-sized enterprises (SMEs);
• supporting the shift towards a low-carbon economy
in all sectors;
• promoting climate change adaptation, risk
prevention and management;
• preserving and protecting the environment and
promoting resource efficiency;
• promoting sustainable transport and removing
bottlenecks in key network infrastructures;
• promoting sustainable and quality employment and
supporting labour mobility;
• promoting social inclusion, combating poverty and
any discrimination;
• investing in education, training and vocational
training for skills and lifelong learning;
• enhancing institutional capacity of public authorities
and stakeholders and efficient public administration.

Chi lo desiderasse puo’ leggere il documento integrale al link della copertina del rapporto regionale  edizione 2017 emesso da Eurostat nello scorso mese di settembre.

 

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Statistiche Eurostat: in che posizione si trova effettivamente l’Italia rispetto agli altri paesi EU?

In un mondo dove ormai si tenta sempre piu’ spesso di rappresentare una realtà che tale non è, facendo comunicazioni e proclami sui media che non corrispondono a verità ecco che si rende necessario ricorrere sempre piu’ spesso alle fonti originarie. Per confutare le entusiastiche, quanto false, esternazioni del Presidente del Consiglio Gentiloni sul posizionamento dell’Italia in Europa sono state pubblicate tabelle e grafici tratti da Eurostat che dimostrano in modo inequivocabile come purtroppo il nostro paese continui ad essere il fanalino di coda dell’Unione Europea:

Proponiamo qui una tabella ed una serie di grafici che illustrano il posizionamento in vari ambiti sia economici che non, dell’Italia e degli altri 27 paesi membri dell’Unione Euopea.

 

Chi lo desiderasse puo’ leggere il documento integrale al link della copertina del rapporto regionale  edizione 2017 emesso da Eurostat nello scorso mese di settembre.

Nell’allocazione dei fondi per il periodo 2014-2020 l’Italia con 34,5 miliardi di Euro (di cui 23,5 per le regioni meno sviluppate)  è seconda solo alla Polonia con 77,6 miliardi di Euro (di cui 49,6 per le regioni meno sviluppate).

Sconfortante il dato concernente il numero di letti d’ospedale per abitante con distacchi di rilievo ad esempio rispetto a Francia e Germania ma anche alla maggior parte dei paesi dell’Est Europa.

Per quanto riguarda il tasso di impiego dei neolaureati nella fascia d’età 20-34 anni la mappa indica dei livelli minimi, riscontrabili in altri paesi EU-28 solo in Grecia ed in alcune regioni del sud della Spagna e della Francia, nonchè in Turchia al difuori dell’Unione.


Non molto diversa è la situazione del tasso d’impiego generale nella fascia d’età considerata (20-34 anni).

Il tasso migliora leggermente in varie regioni, con esclusione solo della Sicilia, per quanto concerne il tasso di impego nella fscia di età 55-64 anni.

Tutto sommato nella media il numero di ore settimanli lavorate, superiori comunque a quelle della maggior parte dei land della ricca Germania ed inferiori a quelle del Portogallo, della Grecia e di alcuni paesi dell’Est.

Di converso nella mappa che segue si nota come, in particolare nelle regioni del sud dell’Italia, analogamente a quanto avviene anche in Spagna e Grecia, i tassi di disoccupazione sono i piu’ elevati di tutta l’Europa.

Il PIL per abitante in termini di potere standard di acquisto, presenta le punte minime in coincidenza con tutte le regioni di cui sopra dove appaiono i tassi di disoccupazione piu’ elevati (campania, Calabria e Sicilia), cui se ne aggiungono altre (es. Basilicata, Puglia e Sardegna) e sempre in analogia con quanto riportato per Portogallo, Spagna e Grecia ed in questo caso anche per la quasi totalità dei paesi dlel’Est.

Sconfortante l’intensità della spesa per Ricerca e Sviluppo rapportata al PIL.

Se si eccettuano Portogallo, Grecia ed alcuni paesi dell’Est, l’Italia presenta una percentuale tra le piu’ basse in Europa per proporzione di soggetti che utilizzano regolarmente internet rispetto al totale della popolazione!

La stessa situazione si riflette nella mappa concernente la partecipazione ai social network di cui si parla sempre moltissimo ma che, viene qui dimostrato, ha ancora numeri comparabili solo ad altri paesi meno sviluppati economicamente. Nel complesso pero’ si nota come peggio dell’Italia si posizioni un paese come la Francia, che presenta dati simili a quelli delle regioni del nostro sud e della Grecia.

Piuttosto sconsolante anche constatare come le dimensioni economiche medie delle aziende agricole italiane siano, in particolare al sud in regioni come Puglia e Calabria e con l’evidente eccezione della Lombardia, ai livelli minimi tra i paesi dell’Europa dei 28 in compagnia di Portogallo, Spagna e Grecia.

Molto scarsa nel nostro paese anche la produzione di latte in tonnellate per chilometro quadrato, se si eccettuano le regioni del nord ed in particolare Lombardia ed Emilia Romagna, uniche a presentare valori massimi.

 

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Il re del fake che spiega le “fake news” alla Leopolda

Leopolda, dalla Lamborghini al funerale di Riina, Renzi spiega le fake news: “Poi le tagga anche Di Maio”

Ma come fa uno che un anno fa aveva detto di voler abbandonare la politica e non solo non lo ha fatto ma ha havuto la spudoratezza di farsi rieleggere segretario di un PD che, soprattutto grazie a lui, oggi è allo sfacelo. Ovvio comunque che abbia un minimo di seguito … qualche illuso che ancora crede in lui gli sarà pur rimasto. Le cronache parlano di migliaia di persone 6, 7 forse 8.000 … e allora? cosi’ come “una rondine non fa primavera” qualche migliaio di persone che vanno a sfamarsi (nel vero senso della parola) alla Leopolda “non fanno un partito di successo”. Non dimentichiamo infatti che con le percentuali di intenzioni di voto per il PD, attualmente a circa il 25%, considerata la tendenza aggiornata all’astensionismo stiamo parlando di circa 8,6 milioni di potenziali elettori che corrispondono a poco meno del 14% della popolazione totale dell’Italia:

Ed è con questo misero 14% che PD e compagni pretendono di continuare a rappresentare un popolo che non rappresentano, di continuare a governare con la loro spocchiosa ideologia post-comunista radical-chic che ha portato il nostro ed altri paesi sull’orlo del baratro, di imporre ad un paese che non li vuole masse di migranti che nella maggior parte dei casi non sono in fuga da alcuna guerra.

La Leopolda al via. Renzi: “L’Italia era in crisi, ma grazie a noi ora ne sta uscendo”

Qui si tocca l’apice dell’ipocrisia: da un lato Renzi si picca di spiegare cosa sia fake e cosa no e dall’altro racconta di un’Italia che forse esiste solo nei suoi sogni e in quelli dei suoi ma non corrisponde affatto con la realtà del paese. Un dato per tutti è quello che concerne l’aumento di ben il 16,25% del debito pubblico che dal 2011, anno del supposto fallimento del governo Berlusconi, è salito a fine 2016  a ben 2.218 miliardi, ossia il 132% del PIL! Ma di che cosa sta parlando il signor Renzi? Già con il suo avvento al governo nel 2014 il debito era passato da 1.907  miliardi del 2011 a 2.137 miliardi di Euro.


Il black friday su Swarovsky continua fino al 26 novembre

Palermo, scuola vieta la preghiera ai bimbi: tolta anche la foto del Papa – CorrieredelMezzogiorno.it

Al di là di ogni polemica o inutile riaffermazione sulla preminenza
del laicismo dello Stato e quindi della scuola pubblica, se prima dell’inizio delle lezioni un bambino cristiano desidera ringraziare Dio per avergli dato la vita e concesso l’opportunità di istruirsi, oppure prima della merenda o del pranzovuole pregare per ringraziarlo di avergli dato il cibo quoridiano, visto che la costituzione italiana riconosce la piena libertà di espressione e di espressione della propria fede religiosa purché questa non contrasti con l’ordinamento giuridico italiano NON CAPISCO PERCHE’ GLI SI DEBBA VIETARE DI FARLO! Impedire addirittura di far recitare una preghiera nell’ora di religione, attualmente non piu’ obbligatoria per tutti e dalla quale chi professa un’altra fede, piuttosto che essere figlio di atei o agnosti, puo’ chiedere semplicemente l’esonero è puro totalitarismo ideologico di stampo social-comunista. Ma ovviamente certo giacobinismo radical-chic è duro a morire e certi soggetti sulla cui pochezza intelletuale e sociale è ulteriormente inutile soffermarsi, vedono cosi’ affermato il loro ego con queste basse forme di violenza psicologica che crea contribuisce solamente a creare ulteriore odio sociale!

L’edizione Corriere del Mezzogiorno con le ultime notizie di cronaca, sport, politica aggiornate in tempo reale e un’agenda con tutti gli eventi

Sorgente: Palermo, scuola vieta la preghiera ai bimbi: tolta anche la foto del Papa – CorrieredelMezzogiorno.it

 

Le grandi religioni del mondo -Cristiani ancora in maggioranza

Il grafico evidenzia, sulla base delle stime riportate da varie fonti, la percentuale di fedeli delle principali religioni rispetto alla popolazione mondiale nonché quella di chi non si dichiara credente di una delle religioni “classiche” (atei, agnostici o altro).

Questa invece la situazione nel nostro paese che evidenzia una preponderante presenza di Cristiani con il 71% e solo un 3% di fedeli dell’Islam per cui non si comprende questo affanno di sinistre e grillini a voler sopprimere a tutti i costi le esternazioni di carattere religioso con l’ipocrita scusa di “non voler offendere la sensibilità” di tale minoranza; si veda per tutti l’ultimo caso salito alla ribalta delle cronache della decisione adottata dal municipio romano XIII, a guida M5S, di vietare la consueta S. Messa Natalizia volendola sostituire con un “incontro interreligioso”!

Cristianesimo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 2,2 e 2,4 miliardi nel mondo pari a circa il 32% della popolazione mondiale
  • in circa il 71,4% della popolazione italiana; il 66,7% cattolici

Islamismo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 1,5 e 1,8 miliardi nel mondo pari a circa il 21% della popolazione mondiale
  • in circa il 3,1% della popolazione italiana

Induismo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 1,0 e 1,1 miliardi nel mondo pari a circa il 14% della popolazione mondiale
  • in circa lo 0,3% della popolazione italiana

 

Religione tradizionale cinese (Confucianesimo, Taoismo, Scintoismo)

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 754 mioni e 1 miliardo nel mondo pari a circa il 7% della popolazione mondiale

 

Buddhismo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 488 e 576 milioni nel mondo pari a circa il 6% della popolazione mondiale
  • in circa lo 0,4% della popolazione italiana

 

Fonti: www.cinquecosebelle.it , wikipedia

Fermiamo questa follia anti-cristiana

I grillini cancellano la Messa di Natale. Ecco con cosa vogliono sostituirla. Cosi’ titola Libero online

Con il Santo Natale si rinnova l’evento salvifico della venuta del Messia che ha dato origine alla Cristianità e cristiane sono e restano le radici dell’Europa!

Sostituire la S. Messa di Natale con un incontro interreligioso dimostra prima ancora che la grettitudine del M5S l’ignoranza assoluta dei suoi componenti: mi si spieghi di cos’altro tratterebbero in un siffatto incontro soggetti “non cristiani” visto che la ricorrenza è squisitamente “cristiana”?

La citazione della Costituzione, Art. 8 è faziosamente incompleta; il testo integrale è quello che segue:

” Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento
giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

Da notare la citazione non casuale della religione cattolica le cui rappresenatnze hanno nell’art. 7 che precede una precisa normativa di riferimento, atteso il riconoscimento che gli statuti che ne regolano l’operatività non contrastano con l’ordinamento giuridico italiano.

Senza entrare nel merito di tutte le altre confessioni basti notare la natura violenta, discriminatoria e terroristica di quella parte dell’Islam che propugna la jihad: non risultano né potrebbero legittimamanete esserci intese con le rappresentanze di costoro che, se individuati, sono soggetti ad espulsione dal territorio dello Stato. Perché poi dovrebbero sentirsi offesi solo i musulmani dal festeggiare il S. Natale e non già anche gli ebrei, piuttosto che i buddisti o gli induisti? Sta di fatto che tutti coloro che si sono recati e si recano volontariamente in Italia be sanno quale sia la confessione religiosa maggiormente diffusa, ossia quella cristiana cattolica, e rappresentando una sparuta minoranza non hanno maggiori diritti di altri né di affermare la supremazia della propria fede precaricato discapito di quella locale e nemmeno di sentirsi offesi dalle manifestazioni della stessa.

Queste le statistiche più recenti:

  • Non religiosi/altro (24,5%).
  •  Islam (3,1%).
  • Della popolazione totale residente nella penisola, il 71.4% sono cristiani, di cui il 66.7% cattolici.

 

La mezzaluna nel cielo offende la sensibilità cristiana

 

 

Con ciclica regolarità la mezzaluna appare nel cielo, sia all’oriente come all’occidente; alternativamente con la “gobba” a levante piuttosto che a ponente e salvo che il cielo non sia coperto di nuvole non possiamo non vederla. La luna simboleggia da sempre anche i sogni dell’uomo, di raggiungerla, di volere qualcosa che viene considerato irraggiungibile e cosi’ via dicendo, ma è anche il simbolo di una grandissima parte di paesi di religione islamica, la vediamo sulle moschee oltre che sulle bandiere ed è sicuramente da ritenersi l’emblema della religione stessa alla stregua della croce per i cristiani. Ed è per “rispetto” dei musulmani che sui mezzi di soccorso in luogo della croce rossa viene posta la mezzaluna rossa, insieme sulla bandiera dell’organizzazione mondiale.

Ma se la croce puo’ offendere i musulmani, di converso la mezzaluna offenderebbe la sensibilità dei cristiani e quindi come possiamo evitare che appaia regolarmente sopra i nostri cieli? Sicuramente qualcuno dei numerosi politici e politicanti italiani che, una volta preso il potere, con sempre maggiore ostinazione cerca di sopprimere ogni simbolo del cristianesimo nel nostro paese, dalle croci alle Messe di suffragio o a quelle di Natale, dai canti al Presepe, all’albero natalizio e presto anche i relativi mercatini, riuscirà per “par condicio” a trovare un’adeguata soluzione per oscurare cicliclamente la mezzaluna nel cielo…..e naturalmente da ogni e qualsiasi altro luogo. In alternativa potremmo chiedere l’illuminato supporto di una nota catena di supermercati che si è data la pena di cancellare le croci sui campanili dalle foto dei propri prodotti!