Nel 1973 il terrorismo palestinese fece una strage oggi dimenticata.

Come tutti gli anni anche quest’anno, se si eccettua un breve cenno su RaiStoria, nessuna manifestazione in memoria di quanto accaduto il 17 dicembre del lontano 1973. Addirittura oggi si assiste alla strenua difesa dei palestinesi, dimenticando che da loro ebbe origine quel terrorismo che in un crescendo inarrestabile ha solo cambiato pelle ma è giunto sino ai giorni nostri.

“Non ci sono commemorazioni, non ci sono contestazioni, non ci sono comitati o associazioni dei familiari delle vittime e ovviamente non ci sono fischi per il politico di turno. Eppure il massacro che avvenne il 17 dicembre 1973 all’aeroporto di Fiumicino ha fatto più vittime di piazza Fontana, dell’Italicus, di Brescia. Quel tragico giorno sotto il fuoco e le bombe dei guerriglieri palestinesi di Settembre Nero persero la vita trentadue persone, tra cui sei italiani. Una strage in Italia che il mondo politico ha voluto dimenticare velocemente preferendo “un imbarazzato quanto assordante silenzio” come ha messo in evidenza il giornalista Sandro Provisionato. A colmare questo vuoto e cancellare il triste epiteto “dimenticata” dalla strage c’è il libro di Salvatore Lordi e Annalisa Giuseppetti Fiumicino 17 dicembre 1973. La strage di Settembre Nero. (…)” (di Andrea Curreli)

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Titoli scandalistici, e scandalosi, per la morte del boss dei boss.

E’ morto il boss dei boss, mandante di omicidi e stragi odiose: ipocrita prima pagina di molti media neanche si fosse trattato di un capo di stato!

Ascoltando l’apertura dei telegiornali odierni ho avuto una forte sensazione emetica. Questo tracotante, rozzo, sanguinario vecchio non ha nemmeno avuto il pudore del pentimento per le sue malefatte mentre qualcuno stva persino pensando di dargli la libertà di morire in casa sua; la solita vergogna italiana che per fortuna questa volta l’evolversi degli eventi ha evitato che il provvedimento fosse posto in atto anche se lo scriteriato ministro di turno ha pensato bene di sentirsi in dovere di un ultimo atto di umanità, quell’umanità che il delinquente in questione non ha mai avuto in tutta la sua vita, concedendo la visita ai familiari.

Non nomino né intendo nominare il soggetto in questione che sta avendo in questo momento fin troppe attenzioni mediatiche da chi, ancora una volta, nel nominare vittime illustri ha perso anche l’ultima occasione di citare uno per uno i meno noti: gli agenti delle scorte.

In TV interviste agli abitanti di Corleoni, uno dei quali alla domanda del cronista che chiedeva cosa pensasse del mafioso ha risposto: “era buono!”. E’ stato intervistato persino Grasso,  presidente del Senato … strano non abbiano chiesto una dichiarazione anche ad altre cariche dello Stato o a politici vari, mentre immediatamente a seguire su Canale 5 ecco l’aggancio con il prossimo ballottaggio per la nomina del presidente del X Municipio di Ostia, il tutto con l’evidente riferimento alle accuse di contiguità alla mafia di cui sono stati in questi giorni accusati gli esponenti di Casa Pound; vogliono forse farci dimenticare la ragione vera di queste elezioni, cioè la necessità di una nuova nomina dopo il commissariamento che si era reso necessario per l’arresto con accuse di mafia all’allora presidente  Tassone, eletto nelle file del PD.

Parigi, il Bataclan riprende vita a due anni dall’attentato, il direttore: sala piena al 90%

Non dimentichiamo i 130 innocenti che hanno perso la vita nel feroce e vigliacco attentato di matrice islamica avvenuto a Parigi.

 

Purtroppo malgrado i vari proclami delle istituzioni sull’innalzamento del livello di allerta e le azioni di prevenzione, non sempre efficaci, delle cosiddette forze di intelligence seppure fortunatamente con un numero minore di vittime in Europa ma con numero di morti ben piu’ altri altrove, ad esempio in Somalia, questi scellerati espisodi di terrorismo si sono continuati a ripetere nell’ambito di una guerra di religione apertamente dichiarata dai combattenti islamici e dai loro folli adepti, ma mai sinora recepita come tale dalle autorità dei paesi occidentali.

 

Simbolicamente ha già riaperto lo scorso anno, con il concerto di Sting alla vigilia del primo anniversario degli attacchi terroristici che colpirono Parigi e lo Stade de France. Ma solo ora, a due anni dalla strage che provocò 130 morti il 13 novembre del 2015, il Bataclan ha terminato la sua convalescenza e ha ripreso vita ospitando vari artisti, tra cui Francesco De Gregori, lo scorso 20 ottobre.(…)

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