Chi di noi non si è mai trovato di fronte al dilemma di come risolvere un conflitto?


Alcuni di noi con maggiore frequenza ed altri meno ci troviamo ad affrontare dei conflitti che possono insorgere, per le piu’ svariate ragioni, sia in ambito professionale che familiare. Spesso sono conflitti in cui veniamo coinvolti mentre talvolta ne siamo noi stessi l’origine. In tutti i casi da come reagiamo sia noi che le nostre controparti dipende l’esito del conflitto. In linea di massima possiamo ipotizzare vi siano due modalità principali di approccio, una emotiva ed l’altra razionale.

Al palesarsi di un conflitto emotivamente possiamo essere portati a:

1. FUGGIRE – se entrambe le parti fuggono, il conflitto viene abbandonato all’origine ma nessuno dei due ne esce vincente: questa è una situazione lose-lose

2. COMBATTERE – chi affronta in modo combattivo un conflitto ha una sola aspettativa, quella di vincere, ed alla fine una delle due parti avrà il sopravvento: siamo in una situazione win-lose.

3. RINUNCIARE – chi decide di abbandonare il conflitto, desistendo dal combattere, si viene a trovare nella posizione di perdente lasciando all’altra parte quella di vincente: è questa una situazione lose-win.

Nel momento in cui cerchiamo di affrontare razionalmente il conflitto, possiamo ipotizzare si verifichino le seguenti situazioni:

4. EVITARE LE RESPONSABILITA’ – coloro che si sentono sopraffatti dalla eventualità di gestire direttamente il conflitto tendono a delegarne la risoluzione a terzi, generalmente un’autorità o qualcuno che si reputi al disopra delle parti: questa terza parte risolve il conflitto ma non necessariamente con saggezza o nell’interesse del delegante. Ognuna delle parti si trova a dover fare un passo indietro: ci troviamo di nuovo in una situazione lose-lose.

5. TROVARE UN COMPROMESSO – dipende come questa soluzione viene percepita accettabile dalle parti. Pur non trattandosi spesso della soluzione ideale, puo’ essere ritenuta ragionevole nella specifica circostanza: siamo in un’ipotesi win-lose/win-lose.

6. RAGGIUNGERE UNA SOLUZIONE CONDIVISA – il consenso nel trovare tale tipo di soluzione è basato su una terza via sviluppata congiuntamente, una soluzione del tutto nuova che diversamente dal compromesso usualmente lascia entrambe le parti soddisfatte: è una situazione win-win.

Organizzarsi in periodi di “smart working”​ e non solo

In tempo di “coronavirus” è letteralmente esplosa la diffusione del lavoro in remoto, definito smart workingo, all’italiana, lavoro agile. Una modalità lavorativa già ampiamente diffusa, in particolare nel settore informatico ma piu’ in generale in tutte le imprese di servizi. Queste brevi note sono rivolte in particolare a coloro che si sono trovati improvvisamente a dover lavorare da casa, in isolamento forzato, tramite un collegamento in tempo reale con il proprio ufficio, con un virtual desktop, o anche semplicemente con un’operatività differita: predisposizione del proprio lavoro in formato elettronico (testi, fogli elettronici, presentazioni o altro) ed invio tramite email. Ma non sono solo costoro ad essere i potenziali destinatari bensi’ anche tutti coloro che in ufficio, e non solo a casa, si trovano quotidianamente confrontati con una serie di incombenze, lavorative e non, di cui sono chiamati ad occuparsi ponendosi il consueto interrogativo: da dove mi conviene iniziare?

La matrice di Eisenhower

Quella che vi voglio presentare oggi prende il nome dal Presidente degli Stati Uniti Dwight D. Eisenhower che pare abbia affermato: “La decisione piu’ urgente è raramente la piu’ importante”.

Dopo aver individuato la lista delle cose da fare prendiamo un foglio di carta e suddividiamolo, anche semplicemente piegandolo, in quattro parti dove andremo a collocare le nostre attività secondo lo schema che vi riporto:

Non è importante seguire un ordine preciso nella collocazione, si tratta di una scelta molto soggettiva; è pero’ necessario tenere presente che non stiamo predisponendo una matrice incisa sul marmo e per questo immutabile nel tempo. Man mano che alcune attività si esauriscono, cosi’ come altre se ne aggiungono, ecco che dobbiamo aggiornare la nostra matrice e, se necessario, ridisegnarla su un nuovo foglio giorno dopo giorno. In fase di aggiornamento teniamo presente che la nostra classificazione sull’importanza ed urgenza di una determinata attività puo’ aver subito delle modifiche e andremo quindi a modificarne la collocazione.

Qualcuno di noi andrà in ordine rigorosamente sequenziale, partendo dalla propria lista delle cose da fare, preferibilmente scritta ma che per chi ha buona memoria puo’ essere anche mnemonica. Io consiglio sempre di scrivere tutto cio’ che si individua come attività da svolgere, non solo per evitare dimenticanze ma anche per scaricare la mente che resta cosi’ piu’ libera di concentrarsi sullo svolgimento di una specifica azione piuttosto che sull’elenco di quelle che restano ancora da fare.

Altri seguiranno un proprio schema, connesso o meno, alla collocazione che andrà a dare ad ogni specifica attività sulla matrice. Personalmente preferisco partire dalle attività che andro’ a collocare nel quadrante in basso a sinistra della matrice di Eisenhower, ossia tutto cio’ che essend non importante e non urgente puo’ essere rimandato; a seguire seleziono le attività che pur rivestendo carattere di importanza non considero per il momento urgenti. Tutto cio’ che pur essendo urgente non è, a mio giudizio, particolarmente importante, ed ho la possibilità di delegarlo ad altri, verrà collocato nel quadrante in basso a destra: collochero’ comunque in tal modo anche le attività che non mi è possibile delegare ad altri e che semplicmente andro’ ad affrontare dopo quelle che avro’ classificato “importanti ed urgenti”.

Lo sviluppo della matrice

Non è stato fornito nessun testo alternativo per questa immagine

Va da sè quindi che si tratta di effettuare una classificazione iniziale delle attività che dobbiamo svolgere, sia quando andiamo a predisporre una prima volta la nostra matrice sia nelle riedizioni ex novo, mentre provvederemo a delle iterazioni successive tra un’edizione e l’altra che dovrebbero idealmente seguire la sequenza qui a fianco indicata: completato con immediatezza cio’ che abbiamo classificato urgente ed importante (1), passeremo a verificare che altri abbiano svolto cio’ che abbiamo classificato come urgente ma non importante (2) o, qualora non si abbia la possibilità di delegare, provvederemo noi stessi a svolgere questa attività; ecco quindi che passeremo ad urgente cio’ che era solo importante (3)e da ultimo, sempre che non siano intervenute tra una fase e l’altra dello svolgimento altre attività piu’ importanti e/o urgenti, ecco che ci dedicheremo a cio’ che avevamo deciso di fare dopo (4).

Quanto esposto vi potrà apparire banale ma vi assicuro che seguendo metodicamente la predisposizione e sviluppo di questa matrice, anche sulla base delle vostre esperienze e capacità professionali e personali, otterrete dei risultati insperati soprattutto in questa fase di lavoro in remoto.

Che senso ha oggi per un Italiano che vive all’estero rientrare in Italia?

Da diversi mesi sto riflettendo sulla opportunità dopo oltre 10 anni di                assenza di rientrare permanentemente in Italia dove, pur non essendo nato, ho vissuto a lungo ed ho tuttora importanti legami familiari e di amicizia.
La dittatura instaurata dalle sinistre attualmente al governo e le vergognose esternazioni di ministri e politicanti vari mi stanno facendo rivivere il clima di caccia alle streghe, mai sopito, di quegli anni ’70 da me vissuti a Milano.
 
L’istigazione all’odio ed alla divisione sociale sotto l’anacronistica etichetta dell’antifascismo, le accuse di razzismo verso coloro che sono in effetti vittime di soprusi di ogni genere da parte di falsi rifugiati e di migranti irregolari la cui clandestinità viene quotidianamente favorita a livello istituzionale allontanano sempre di piu’ da me la voglia di tornare a vivere in una nazione invasa da persone per le quali non solo le leggi bensi’ anche le piu’ elementari regole del vivere civile non sono ritenute applicabili.
 
Sentire le menzogne di gente come Renzi, Gentiloni, Padoan che citano riprese inesistenti e statistiche di loro invenzione facilmente smentibili con la semplice lettura di quelle ufficiali di Eurostat mi fa venire letteralmente il voltastomaco. Per non Parlare poi di soggetti come Boldrini e Grasso che si inventano un partito inconsistente cui viene data attenzione per il solo fatto che abbiano presieduto Camera e Senato. (cfr. post sulle statistiche Eurostat)
 
Constatare che, a riprova del regime dittatoriale da me sopra enunciato, il governo di Gentiloni e compagni non abbia presentato le rituali dimissioni al momento dello scioglimento delle Camere mi fa rabbrividire; l’avallo anche di Berlusconi ed altri a questa permanenza in carica invocata come un passaggio necessario qualora non esca dalle elezioni del prossimo 4 marzo una maggioranza solida mi fa pensare che questa tornata con l’ennesima legge elettorale truffa, fatta votare obtorto collo proprio dal governo ponendo la fiducia, sia solo una prova di forza tra i partiti che andranno a sedersi in parlamento con la scusa di formulare una nuova legge….che magari porteranno al voto verso la fine del loro mandato! Seppure si tratti di una scelta costituzionalmente lecita assistiamo alla violazione di una prassi consolidata che costituisce l’ennesimo e purtroppo non ultimo schiaffo in faccia al popolo italiano che qualcuno, un certo Alessandro Di Battista che si è pure chiamato fuori dalla battaglia elettorale forse nella speranza di rientrare sulla scena politica da ministro, definisce come rincoglionito.
 
Leggere tra le promesse elettorali del PD di mirabolanti erogazioni a favore dei meno abbienti, dei senza reddito di 240 (duecentoquaranta) euro al mese laddove se ne sperperano ben 1.50 (mille cinquanta) sempre al mese per mantenere “a ufo” migranti irregolari perchè non in fuga da guerre e ben poco interessati alla ricerca di un lavoro che peraltro già scarseggia da anni per gli italiani stessi, mi conferma quanto sia inutile uno Stato cosi’ gestito che viola i fondamenti etici della sua stessa esistenza.
Sempre con maggiore frequenza vengono proposti dai media casi di pensionati, che per loro fortuna sono riusciti a sfuggire alla mannaia della Fornero, che portano la loro residenza all’estero in Portogallo, alle Canarie ed ora anche in Bulgaria, per poter ottimizzare quanto incassano di pensione senza onerosi tagli fiscali e con costi della vita che sono lievitati al punto che se continuassero a risiedere in Italia finirebbero come accade a molti nell’indigenza e nel totale abbandono da parte dello Stato. Hanno cosi’ la possibilità di vivere gli ultimi anni della loro vita in modo piu’ confacente alle loro esigenze di meritato riposo, con quella tranquillità e relax che dopo una vita di lavorodovrebbero essere garantiti anche in Italia ma che si possono ormai permettere nel Bel Paese solo i ricchi stranieri e gli appartenenti alla nomenclatura politica passata e presente che dispongono di laute rendite e di protezione personale da parte delle forze dell’ordine, il tutto naturalmente a spese del contribuente.
Buon ultimo ecco scoperto in piena campagna elettorale il vaso di Pandora delle “toghe sporche”, magistrati che a quanto pare hanno piegato ai loro biechi interessi economici la loro posizione sentendosi intoccabili. Anche il capitolo della magistratura e dell’improprio uso di indagini, processi e carcerazione per fini politici che ormai da decenni taluni magistrati fanno che deve essere finalmente sviscerato in modo definitivo. Una categoria di persone questa che nascondendosi dietro la funzione del rispetto della legge talvolta opera al di là e al difuori della legge, interpretandola anche laddove questo contrasta con i piu’ elementari principi di uno stato di diritto in modo spesso abominevole.
Con tutto cio’ sono ancora fiducioso nel fatto che gli uomini e le donne Italiani rialzino la testa, si sveglino dal torpore indotto da giornalisti schierati ed interessati solo a fare audience con maratone di confronti tra candidati, politicanti vari, filosofi, matematici e sedicenti esperti di ogni genere, sondaggisti e via dicendo. Sono quindi ansioso di ricevere come di consueto ed in tempo utile il materiale per la votazione da parte del Consolato italiano, e faro’ la mia scelta; sarà solo un singolo voto ma che sommato a tanti altri nella giusta direzione consentiranno a questa tanto vituperata Italia di tornare ad essere governata prioritariamente nell’interesse degli Italiani, per gli Italiani pur senza disattendere il bisogno di accoglienza – quello vero e non indotto da interessi economici come ora – di chi continuerà ad essere interessato a vivere in Italia nel rispetto di leggi, religione, usi, costumi e tradizioni ed anche semplicemente delle regole del vivere civile. Per costoro non ci sarà ostracismo, non ci sarà razzismo mentre per tutti gli altri potrà esserci solo il perentorio divieto di ingresso o un viaggio di rientro nel paese di origine se giunti illegalmente.
Se queste condizioni si verificheranno sono convinto che molti di coloro che come me hanno scelto di vivere altrove saranno ben lieti di tornare in Italia, di sentir parlare e parlare la propria lingua madre, vedendo rispettati tutti quegli aspetti di italianità che per ora restano solo un nostalgico ricordo, di contribuire alla rinascita di una nazione che è stata grande e che puo’ esserlo ancora.

I social network mettono in pericolo la libertà di espressione

Sempre con maggiore frequenza leggiamo di utenti di Facebook, Twitter ed altri social network i cui post vengono bloccati per contenuti che esprimono posizioni politiche con tutta probabilità non condivisi dagli amministratori di tali siti; spesso è l’utente stesso che viene fatto oggetto di blocco e quindi tutti i suoi scritti, le sue immagini non risultano piu’ accessibili ad amici e followers.

Si tratta di una vera e propria censura laddove i post oggetto di blocco non violano alcuna delle regole accettate dagli utenti al momento dell’apertura del loro account; cio’ risulta di tutta evidenza laddove troviamo post del medesimo tenore di quelli bloccati, ma pubblicati da coloro che hanno un’orientamento ideologico opposto! E’ chiaro come in questi casi il “censore”, che si nasconde dietro il rispetto della policy del social in questione,  altro non faccia che favorire la diffusione del pensiero di coloro che hanno idee conformi alle sue impedendo di converso di esprimersi a chi propugna una ideologia avversa.

E’ qui appena il caso di rammentare cosa preveda in proposito  la Costituzione Italiana cui anche le regole di entità private come quelle che gestiscono i vari siti social devono necessariamente uniformarsi:

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Anche le norme europee all’art. 10 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Solo in paesi a regime totalitario si assiste in modo palese al blocco di internet, di specifici siti o social network, quale mezzo di diffusione di un pensiero contrario a quello governativo; interventi questi assolutamente inaccettabili in una nazione come l’Italia! Ci si trova qui di fronte ad una situazione paradossale dove i singoli oggetto di questo sopruso ben difficilmente si trovano nella possibilità di agire giudizialmente nei confronti di colossi internazionali, contro cui l’unica via di limitazione del potere di censura pare sia quella di una class action.

Non si puo’ per contro non essere d’accordo con la necessità di impedire la pubblicazione di messaggi volgari, oltraggiosi, che fomenti l’odio sociale e via dicendo. Ma è proprio dalla costatazione che taluni post che hanno tale contenuto vengano pacificamente pubblicati purchè si uniformino al “pensiero unico” chiaramente di matrice sinistrorsa che si ha la conferma che la censura sia parte di un piano preordinato di influenza ideologicamente orientata, posto in atto con tutti i mezzi mediatici disponibili per imbavagliare il pensiero di destra visto come pericolo per la tanto decantata quanto poco applicata democrazia.

Un esempio per tutti l’odioso tweet apparso sull’account ufficiale di @Unicef_Italia nel quale si dava degli “idioti” e “fascisti” a coloro che palesavano la loro contrarietà all’approvazione della legge sullo ius soli per l’attribuzione automatica della cittadinanza italiana ai nati da cittadini stranieri sul territorio italiano:

Poniamoci tutti una domanda: perché questo, come tanti altri post di contenuto similare e di chiaro orientamento politico, pur avedo contenuti decisamente offensivi non vengono bloccati?

NATAL A MILAN (Natale a Milano)

(da Facebook, grazie a Patrizia Ferrario)

NATAL A MILAN

Me ricordi che a Natal faseva frécc.
Gh’era la nev e i veder coi stell de giàss.
Gh’era el camin
o la stua sempr’acès
e la pell di mandaritt a profumass.

La letterina piéna de brillantit
sconduda ben ben sòta el piatt del papà
con cent promess che duraven
men d’on dì
on testament per l’ann
che doeva ‘rivà.

La poesia imparada a memoria
l’era la scusa per ‘nda a troà i parent,
ciapà cinq ghéi, on belé
o per gloria,
toron e ciocolat de metes sòta i dent.

A Sant’Ambroeus andavom per i fòss
catà la tépa
per fà el presépi bell
l’era ona gara a troà i tòch gròss
per el prà e i montagn senza vedé ‘l tochèll.

Dopravom l’antracite per fa i gròtt
e spécc per fa ‘l lagh con dent i ochétt,
i statoètt de gèss e pù nagòt
se ‘l nòno ‘l ghe faseva nò i casétt.

L’albero l’era di sciori, e pòc credent
ma l’era alegher
tacavom su tusscòss
i mandaritt, nous, bomboni,fil d’argent
el dì de Natal ghe stavom tucc adòss.

Intorna a on taol,
per mangià inséma l’oca,
mostarda, panaton e acqua di pòmm
speravom che vegniva giò la fioca
per scaldà ‘l coeur e la Gèesa la pareva el Dòmm.

NATALE A MILANO

Mi ricordo che a Natale faceva freddo.
C’era la neve e i vetri con le stelle di ghiaccio.
C’era il camino o la stufa sempre accesa
e la pelle dei mandarini a profumare.

La letterina piena di brillantini
nascosta bene sotto il piatto del papà
con cento promesse che duravano
meno di un giorno
un testamento per l’anno
che doveva arrivare.

La poesia imparata a memoria
era la scusa per andare a trovare i parenti,
prendere cinque lire, un regalo o per gloria,
torrone e cioccolato da mettere sotto i denti.

A Sant’Ambrogio andavamo nei fossi
a raccogliere muschio
per fare il presepe più bello.
era una gara e trovare i pezzi grossi
per prati e montagne senza far notare i pezzi.

Usavamo l’antracite per fare le grotte
e gli specchi per fare il lago con dentro le ochette,
la statuine di gesso e più nulla
se qualche nonno non faceva le casette.

L’albero era per i ricchi e dei poco credenti,
ma era allegro.
Ci appendevamo di tutto,
mandarini, noci caramelle, fili d’argento
e il giorno di Natale ci stavamo tutti addosso.

Intorno a un tavolo
per mangiare insieme l’oca,
mostarda, panettone e vino dolce.
Speravamo che venisse giù la neve
per scaldarci il cuore.
E la nostra Chiesa sembrava un Duomo.

(Grazie a Patrizia Ferrario)

Vi piace scrivere? Siete interessati a collaborare ad un blog opinionista?

  • Se amate scrivere per comunicare le vostre idee, confutare quelle degli altri, inserirvi nel dibattito politico….
  • Vi interessano i fatti nazionali e internazionali, la politica, il costume…..
  • Siete presenti attivamente sui social network……
  • Condividete in buona parte le opinioni espresse su The Rusconi Post ……
  • Se siete interessati a collaborare (*) scrivendo post su argomenti di vostra scelta ed interesse, coerenti con l’impostazione del blog.rusconi.com inviate uno o piu’ testi, o link di testi da voi pubblicati, a: rusconipost@rusconi.com

(*) in via esclusivamente volontaristica e senza alcun vincolo contrattuale nè di compenso

 

Il black friday su Swarovsky continua fino al 26 novembre

Palermo, scuola vieta la preghiera ai bimbi: tolta anche la foto del Papa – CorrieredelMezzogiorno.it

Al di là di ogni polemica o inutile riaffermazione sulla preminenza
del laicismo dello Stato e quindi della scuola pubblica, se prima dell’inizio delle lezioni un bambino cristiano desidera ringraziare Dio per avergli dato la vita e concesso l’opportunità di istruirsi, oppure prima della merenda o del pranzovuole pregare per ringraziarlo di avergli dato il cibo quoridiano, visto che la costituzione italiana riconosce la piena libertà di espressione e di espressione della propria fede religiosa purché questa non contrasti con l’ordinamento giuridico italiano NON CAPISCO PERCHE’ GLI SI DEBBA VIETARE DI FARLO! Impedire addirittura di far recitare una preghiera nell’ora di religione, attualmente non piu’ obbligatoria per tutti e dalla quale chi professa un’altra fede, piuttosto che essere figlio di atei o agnosti, puo’ chiedere semplicemente l’esonero è puro totalitarismo ideologico di stampo social-comunista. Ma ovviamente certo giacobinismo radical-chic è duro a morire e certi soggetti sulla cui pochezza intelletuale e sociale è ulteriormente inutile soffermarsi, vedono cosi’ affermato il loro ego con queste basse forme di violenza psicologica che crea contribuisce solamente a creare ulteriore odio sociale!

L’edizione Corriere del Mezzogiorno con le ultime notizie di cronaca, sport, politica aggiornate in tempo reale e un’agenda con tutti gli eventi

Sorgente: Palermo, scuola vieta la preghiera ai bimbi: tolta anche la foto del Papa – CorrieredelMezzogiorno.it

 

Le grandi religioni del mondo -Cristiani ancora in maggioranza

Il grafico evidenzia, sulla base delle stime riportate da varie fonti, la percentuale di fedeli delle principali religioni rispetto alla popolazione mondiale nonché quella di chi non si dichiara credente di una delle religioni “classiche” (atei, agnostici o altro).

Questa invece la situazione nel nostro paese che evidenzia una preponderante presenza di Cristiani con il 71% e solo un 3% di fedeli dell’Islam per cui non si comprende questo affanno di sinistre e grillini a voler sopprimere a tutti i costi le esternazioni di carattere religioso con l’ipocrita scusa di “non voler offendere la sensibilità” di tale minoranza; si veda per tutti l’ultimo caso salito alla ribalta delle cronache della decisione adottata dal municipio romano XIII, a guida M5S, di vietare la consueta S. Messa Natalizia volendola sostituire con un “incontro interreligioso”!

Cristianesimo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 2,2 e 2,4 miliardi nel mondo pari a circa il 32% della popolazione mondiale
  • in circa il 71,4% della popolazione italiana; il 66,7% cattolici

Islamismo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 1,5 e 1,8 miliardi nel mondo pari a circa il 21% della popolazione mondiale
  • in circa il 3,1% della popolazione italiana

Induismo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 1,0 e 1,1 miliardi nel mondo pari a circa il 14% della popolazione mondiale
  • in circa lo 0,3% della popolazione italiana

 

Religione tradizionale cinese (Confucianesimo, Taoismo, Scintoismo)

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 754 mioni e 1 miliardo nel mondo pari a circa il 7% della popolazione mondiale

 

Buddhismo

I fedeli di questa religione sono stimati:

  • tra 488 e 576 milioni nel mondo pari a circa il 6% della popolazione mondiale
  • in circa lo 0,4% della popolazione italiana

 

Fonti: www.cinquecosebelle.it , wikipedia

Fermiamo questa follia anti-cristiana

I grillini cancellano la Messa di Natale. Ecco con cosa vogliono sostituirla. Cosi’ titola Libero online

Con il Santo Natale si rinnova l’evento salvifico della venuta del Messia che ha dato origine alla Cristianità e cristiane sono e restano le radici dell’Europa!

Sostituire la S. Messa di Natale con un incontro interreligioso dimostra prima ancora che la grettitudine del M5S l’ignoranza assoluta dei suoi componenti: mi si spieghi di cos’altro tratterebbero in un siffatto incontro soggetti “non cristiani” visto che la ricorrenza è squisitamente “cristiana”?

La citazione della Costituzione, Art. 8 è faziosamente incompleta; il testo integrale è quello che segue:

” Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento
giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

Da notare la citazione non casuale della religione cattolica le cui rappresenatnze hanno nell’art. 7 che precede una precisa normativa di riferimento, atteso il riconoscimento che gli statuti che ne regolano l’operatività non contrastano con l’ordinamento giuridico italiano.

Senza entrare nel merito di tutte le altre confessioni basti notare la natura violenta, discriminatoria e terroristica di quella parte dell’Islam che propugna la jihad: non risultano né potrebbero legittimamanete esserci intese con le rappresentanze di costoro che, se individuati, sono soggetti ad espulsione dal territorio dello Stato. Perché poi dovrebbero sentirsi offesi solo i musulmani dal festeggiare il S. Natale e non già anche gli ebrei, piuttosto che i buddisti o gli induisti? Sta di fatto che tutti coloro che si sono recati e si recano volontariamente in Italia be sanno quale sia la confessione religiosa maggiormente diffusa, ossia quella cristiana cattolica, e rappresentando una sparuta minoranza non hanno maggiori diritti di altri né di affermare la supremazia della propria fede precaricato discapito di quella locale e nemmeno di sentirsi offesi dalle manifestazioni della stessa.

Queste le statistiche più recenti:

  • Non religiosi/altro (24,5%).
  •  Islam (3,1%).
  • Della popolazione totale residente nella penisola, il 71.4% sono cristiani, di cui il 66.7% cattolici.