Forse non tutti sanno che in Italia esisteva un “Piano pandemico nazionale”

Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) ha pubblicato già nel 2007 ed aggiornato nel 2016 un piano pandemico denominato PIANO NAZIONALE DI PREPARAZIONE E RISPOSTA AD UNA PANDEMIA INFLUENZALE La sezione influenza del Ministero della salute riporta:

“Dalla fine del 2003, da quando cioè i focolai di influenza aviaria da virus A/H5N1 sono divenuti endemici nei volatili nell’area estremo orientale e il virus ha causato infezioni gravi anche negli uomini, è diventato più concreto e persistente il rischio di una pandemia influenzale.

Per questo motivo l’OMS ha raccomandato a tutti i Paesi di mettere a punto un Piano pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo linee guida concordate.

Il Piano nazionale di preparazione e risposta per una pandemia influenzale, stilato secondo le indicazioni dell’OMS del 2005, aggiorna e sostituisce il precedente Piano italiano multifase per una pandemia influenzale, pubblicato nel 2002. Esso rappresenta il riferimento nazionale in base al quale saranno messi a punto i Piani operativi regionali.

Il Piano si sviluppa secondo le 6 fasi pandemiche dichiarate dall’OMS, prevedendo per ogni fase e livello, obiettivi ed azioni.
Molte delle azioni individuate sono già state realizzate man mano che la situazione epidemiologica lo ha richiesto. Il Piano contiene, come allegato, le linee guida per la stesura dei Piani pandemici regionali.

Le linee guida nazionali per la conduzione delle ulteriori azioni previste saranno emanate, a cura del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), come allegati tecnici al Piano e saranno periodicamente aggiornate ed integrate.”

Fonte: Ministero della salute

Il governo ha deciso di mettere gli Italiani sotto tutela e ha sottaciuto sin dal suo inizio i reali pericoli della pandemia, omettendo di diffondere tempestivamente le informazioni di difesa previste

Come un genitore tutela i propri figli minori o, piuttosto, un tutore si preoccupa di un soggetto incapace di intendere e di volere, come un amministratore di sostegno cura gli interessi di chi vi sia interdetto, ecco che l'”avvocato degli Italiani”, con il supporto molto probabilmente della maggiornza che sostiene il suo governo, ha deciso di porre sotto tutela tutta l’Italia! Ma, ci si domanda, aveva il diritto di farlo? Poteva decidere come e quando dare seguito ad un piano che, pur se imperfetto, era stato accuratamente redatto a seguito di una precedente esperienza pademica, causata da un virus, quello della Sars, che tutto sommato è parente prossimo del Covid-19?

Anziché aver posto a tempo debito in essere tutto quanto preliminarmente previsto in tale piano nazionale pandemico e passare quindi con decisione, nella fase emergenziale, ad informare senza esitazione tutta la popolazione adottando con tempestività tutti i necessari provvedimenti che cosa hanno fatto Conte ed i suoi accoliti? Si sono semplicemente preoccupati di minimizzare il rischio, hanno impedito alle regioni che per prime stavano soffrendo la rapida diffusione del contagio, Lombardia e Veneto, di porre immediatamente in essere quie provvedimenti di chiusura che, se adottati, avrebbero certamente contribuito ad una minor diffusione del micidiale virus. Ma cosa intendevano fare di tanto esgerato i governatori di dette regioni? Semplicemente contribuire alla messa in atto di misure, esplicitamente previste dal Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia nazionale che l’Italia, cosi’ come diversi altri paesi, aveva deciso di adottare ben 13 anni orsono!

Il piano in questione, come citato in premessa, si rifà peraltro alle 6 fasi previste dal’Organizzazione Mondiale della Sanità (da non confondersi con le attuali fasi, definite in periodo di pandemia impropriamente fase 1 e fase 2 dal governo Conte), che possono cosi’ essere riassunte:

  • Fasi interpandemiche (fasi 1-2)
  • Fasi di allerta (fasi 3-5)
  • Fase pandemica (fase 6).

Posto che ci troviamo evidentemente in piena fase pandemica è quantomeno inquietante notare come alcuni provvedimenti essenziali, di cui si discute quotidianamento ed in merito al cui presunto mancato rispetto siano state già avviate anche delle indagini giudiziarie, avrebbero dovuto essere presi non già a diffusione del virus avvenuta bensi’ in una delle cosiddette fasi interpandemiche 1 e 2 di cui si riporta testualmente la descrizione:

Fase 1. Nessun nuovo sottotipo virale isolato nell’uomo. Un sottotipo di virus influenzale che ha causato infezioni nell’uomo può essere presente negli animali. Se presente negli animali, il rischioa di infezione o malattia nell’uomo è considerato basso.

Fase 2. Nessun nuovo sottotipo virale è stato isolato nell’uomo. Comunque, la circolazione negli animali di sottotipi virali influenzali pone un rischio sostanziale di malattia per l’uomo.

Tralasciando gli aspetti di carattere piu’ spiccatamente scientifico, in merito ai quali si stanno già esprimendo da tempo folle di sedicenti esperti virologi, infettivologi, giornalisti, presentatrici e presentatori di talk-show di vario genere, ecco che ritroviamo tra le misure di sanità pubblica, consigliate si badi bene nelle fasi prodromiche della pandemia, e quindi non quando la pandemia risulti già conclamata a causa di una diffusione ormai pressoché inarrestabile del contagio, per limitare e/o ritardare la diffusione del virus:

Informazione sanitaria della popolazione per promuovere l’adozione delle comuni norme igieniche, che includono:

  • lavarsi spesso le mani
  • pulire le superfici domestiche con normali prodotti detergenti
  • coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce

Adozione di misure per limitare la trasmissione delle infezioni in comunità (scuole, case di riposo, luoghi di ritrovo), quali evitare l’eccessivo affollamento e dotare gli ambienti di adeguati sistemi di ventilazione.

Preparazione di appropriate misure di controllo della trasmissione dell’influenza pandemica in ambito ospedaliero:

  • Approvvigionamento dei DPI per il personale sanitario;
  • Controllo del funzionamento dei sistemi di sanificazione e disinfezione; o Individuazione di appropriati percorsi per i malati o sospetti tali;
  • Censimento delle disponibilità di posti letto in isolamento e di stanze in pressione negativa
  • Censimento delle disponibilità di dispositivi meccanici per l’assistenza ai pazienti.

Senza andare oltre, poiché ognuno ha la possibilità di farsi una propria opinione visionando direttamente l’intero documento del Ministero della sanità, mi si consenta concludere con alcune domande cui spero prima o poi qualcuno si degni di dare delle risposte esaurienti, per il rispetto dovuto ai tanti morti, alle centinaia di migliaia di contagiati, a tutti coloro che hanno dovuto soffrire, che ancora soffrono e soffriranno in futuro gli effetti sia psicologici che economici di un lockdown pensato in maniera assolutamente inadeguata e posto in essere in modo assolutamente disarticolato.

Perché il Ministero della salute e il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) hanno omesso di porre tempestivamente in essere le azioni preventive e concomitanti previste dal piano pandemico?

Non si comprende quali siano i motivi per cui gli enti competenti, richiamati con circostanziata precisione nel documento piu’ volte citato, non abbiano provveduto a svolgere i compiti loro assegnati e, onde evitare una gestione ancor piu’ perniciosa dell’emergenza in atto, non abbiano visto la pronta sostituzione dei rispettivi organi apicali di comando. E’ chiaro infatti come il piano pandemico sia stato redatto non già per il trattamento delle ordinarie influenze stagionali bensi’ in previsione del possibile verificarsi di contagi ben piu’ gravi. A apgina 5 di tale piano troviamo infatti il richiamo alle grandi pandemie del passato: ” Le pandemie si verificano ad intervalli di tempo imprevedibili, e, negli ultimi 100 anni, si sono verificate nel 1918 (Spagnola, virus A, sottotipo H1N1)), 1957 (Asiatica, virus A, sottotipo H2N2) e 1968 (HongKong, virus A, sottotipo H3N2). La più severa, nel 1918, ha provocato almeno 20 milioni di morti.”

Sempre nello stesso documento troviamo quindi un avviso di fondamentale importanza che, col senno di poi, con un rischio di contagio ancora elevato tuttora in atto, suona piuttosto beffardo: “L’incertezza sulle modalità e i tempi di diffusione determina la necessità di preparare in anticipo le strategie di risposta alla eventuale pandemia, tenendo conto che tale preparazione deve considerare tempi e modi della risposta. “

Che cosa sia stato effettivamente fatto risulta, almeno questo, piuttosto chiaro: è stato preparato un piano dettagliato di intervento, si sono sicuramente sperperati soldi pubblici per pagare consulenti che ne supportassero la redazione e lo si è messo in un cassetto senza dare alcuna attuazione pratica a quanto in esso dettagliatamente previsto, nei tempi e modi necessari.

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